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Et compact 70 (1986)

Negli anni Settanta, in un mercato ormai prossimo alla saturazione, la stagione delle macchine da scrivere sembrava volgere al termine. La domanda delle grandi imprese era orientata verso i primi computer, prodotti che però, risultavano estremamente costosi e quindi non acquistabili da chi in contesti d’ufficio necessitava di una macchina da utilizzare solo nei lavori di dattilografia. Prima ancora che il computer diventasse un prodotto accessibile c’era ancora margine per pensare ad un prodotto che rivitalizzasse il mercato delle macchine da scrivere. Sulla scia di questa intuizione nel 1978 la Olivetti lanciò la ET101: la prima macchina da scrivere elettronica al mondo.

Tecnologicamente si trattava comunque di un prodotto innovativo: una memoria di riga consentiva di correggere le ultime parole digitate e si potevano registrare bevi frasi standard da richiamare e inserire nel testo. Si trattava di un prodotto che non rompeva con il passato delle macchine da scrivere, ma che si poneva in continuità senza richiedere difficoltà nell’apprendimento d’utilizzo, come invece accadeva per i computer.

La Olivetti produsse altri modelli elettronici che si rinnovavano e ampliavano rapidamente, così da invogliare gli utenti a sostituire le ormai vecchie macchine elettromeccaniche con il nuovo modello elettronico. L’intuizione dell’elettronica permise alla macchina da scrivere di sopravvivere sul mercato fino alla metà degli anni Ottanta, quando gradualmente il personal computer cominciò a diffondersi ovunque. 

Il modello elettronico esposto è l’Et compact 70.