Olivetti Studio 45 (1967)
Olivetti Studio 45 fu progettata nel 1967 come macchina da scrivere a metà tra una portatile e una macchina professionale. La sua antesignana, Olivetti Studio 44, era infatti nata nel 1952 come “sintesi” tra la Lexikon 80 (celebre modello di macchina da scrivere standard del 1948 destinata all’uso da ufficio) e la neonata Lettera 22 del 1950. L’idea alla base di modelli semi standard come Studio 44 prima e Studio 45 dopo, era di un oggetto che sia nel design sia nella meccanica si presentasse come un ibrido: abbastanza rigido e strutturato da non “sfigurare” se posto su una scrivania di un ufficio, ma anche abbastanza solido e compatto da poter essere trasportato in una valigetta.

Nata dal design di Ettore Sottsass, la Olivetti Studio 45 era in ABS, una plastica nota per le sue eccellenti proprietà meccaniche di resistenza e rigidità. Si optò per un colore verde-blu, sfruttando le tipiche tonalità usate per gli arredi d’ufficio, ma arrivando comunque ad ottenere una tinta più audace dei classici beige o grigio-azzurro che avevano caratterizzato la Studio 44.
Anche il nome, coniato per la precedente Studio 42 (1935), concettualmente indicava uno spazio comune sia allo studio d’ufficio, sia allo studio di casa, cosicché la stessa macchina potesse essere trasportata da uno studio all’altro senza pesi eccessivi, ma che, una volta adoperata alla scrivania, non facesse rimpiangere le funzionalità di una macchina standard.


