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Bollettino 14

30 aprile 1953
Copertina: Gianni Monnet. Interventi originali di colore
A cura della Redazione di Milano e della Redazione di Torino
Direttore: Giulia Sala Mazzon
Stampa: Tipografia A. Menozzi, Milano | Tipografia C.A. Bertolino, Caluso
Legatura con punto metallico

Il bollettino del Movimento Arte Concreta dell’aprile 1953 documenta una fase particolarmente attiva del gruppo, caratterizzata dall’intensificarsi delle mostre e dall’ampliarsi delle ricerche individuali all’interno di un quadro teorico condiviso. 

In apertura viene presentata la mostra di arte concreta alla Galleria San Matteo di Genova, una delle prime occasioni in cui gli artisti del MAC si confrontano con un nuovo contesto espositivo. Il testo sottolinea l’obiettivo di superare la concezione tradizionale dell’opera come elemento autonomo, proponendo una “sintesi artistica” capace di integrare pittura, scultura e architettura in un’unica esperienza visiva. Questa prospettiva viene ricondotta alle esperienze delle avanguardie storiche e del costruttivismo, interpretate come antecedenti diretti del concretismo.  

Il bollettino prosegue con la mostra di Mario Nigro allo Studio B24 di Milano, accompagnata da un testo dell’artista che riflette sullo stato dell’arte astratta in Italia. Nigro evidenzia le difficoltà del contesto espositivo e critico, ma al tempo stesso rivendica la necessità di costruire un linguaggio coerente, capace di confrontarsi con le esperienze internazionali senza rinunciare a una specificità culturale.  

Un ulteriore nucleo è dedicato alla mostra di Nicoletta Quarra alla saletta Gissi, in cui viene messa in evidenza una ricerca segnata da tensioni espressive e da un confronto tra dimensione automatica e controllo formale. Le opere sono interpretate come il risultato di un processo in cui l’elemento gestuale viene progressivamente ricondotto verso una struttura più rigorosa, avvicinandosi alle istanze dell’arte concreta pur mantenendo una forte componente emotiva.  

Chiude il percorso la presentazione delle opere di Alberto Moretti allo Studio B24, dove la riflessione si sposta sul linguaggio stesso dell’astrazione. Il testo sottolinea il rischio di una cristallizzazione delle forme e individua nella sperimentazione e nella ricerca di nuove possibilità espressive una via per superare i limiti di un sistema ormai codificato. Le opere vengono così lette come tentativi di aprire l’astrattismo a una dimensione più complessa, capace di includere riferimenti interiori e processi percettivi più articolati.  

Nel suo insieme, il bollettino restituisce un’immagine del MAC come laboratorio aperto, in cui le esposizioni diventano occasioni di verifica e sviluppo di un linguaggio in continua trasformazione, tra tensione progettuale e ricerca individuale.


Le immagini pubblicate in questa mostra provengono da esemplari conservati presso la Biblioteca di Milano dell’Università Cattolica, senza il permesso scritto della quale non sono riutilizzabili. Le immagini hanno esclusiva finalità di studio, ricerca e dibattito culturale e sono state appositamente realizzate per questa occasione.