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Bollettino 8

15 ottobre 1952 (primo bollettino della seconda serie) 
Copertina: Atanasio Soldati
A cura del Centro Studi Arte Concreta
Direttore: Giulia Sala Mazzon
Stampa: Tipografia A. Menozzi, Milano
Legatura con punto metallico

Il bollettino dell’ottobre 1952 si apre con la documentazione della prima mostra antologica dedicata ad Atanasio Soldati, organizzata nell’ambito della 26ª Biennale di Venezia. Il testo sottolinea il ruolo dell’artista non solo per la coerenza della sua ricerca, ma soprattutto per la sua capacità anticipatrice, interpretabile come qualità fondamentale dell’arte moderna. Le opere esposte vengono presentate come tappe di un percorso unitario, fondato su forme geometriche rigorose e su un uso netto del colore, da cui deriva una concezione dell’arte come equilibrio e costruzione.  

A questa rilettura storico-critica si affianca la sezione dedicata alla vita del MAC, che documenta l’organizzazione interna del movimento e la nomina del nuovo comitato esecutivo. Emergono così le modalità operative del gruppo e il ruolo centrale di figure come Munari, Dorfles e lo stesso Soldati, delineando un contesto collettivo attivo e strutturato.  

Il bollettino prosegue con la presentazione della mostra di Ugo Giannattasio all’Elicottero, artista legato alle esperienze futuriste e attivo tra Parigi e l’Italia. Il testo ne evidenzia il percorso discontinuo e la ripresa della pittura in anni recenti, orientata verso una dimensione più lirica ed emotiva, in cui forme e colori costruiscono una relazione più libera rispetto ai modelli astratti più rigorosi. 

Accanto a questi contenuti espositivi, la pubblicazione include le rubriche “Attraverso la stampa” e “Libri e riviste”, che restituiscono il clima del dibattito contemporaneo. Nella prima, attraverso estratti da giornali e riviste, emergono le posizioni contrastanti sulla Biennale e sull’arte astratta, tra critiche polemiche e tentativi di interpretazione del fenomeno.  

La seconda raccoglie segnalazioni editoriali e commenti su pubblicazioni italiane e internazionali, mettendo in evidenza la circolazione delle idee e delle esperienze artistiche in un contesto sempre più ampio e interconnesso.  

Chiude il bollettino la presentazione delle opere grafiche di Antonio Franchini esposte all’Elicottero, accompagnata da un testo di carattere teorico sullo spazialismo. In questo contesto, l’opera viene interpretata come espressione di una dimensione intuitiva e lirica, legata a una concezione dello spazio non più oggettiva ma interiore e frammentaria. 

Nel suo insieme, il bollettino restituisce un’immagine complessa del MAC, tra consolidamento storico, attività espositiva e confronto critico, evidenziando il passaggio verso una concezione dell’arte sempre più aperta, sperimentale e interdisciplinare.


Le immagini pubblicate in questa mostra provengono da esemplari conservati presso la Biblioteca di Milano dell’Università Cattolica, senza il permesso scritto della quale non sono riutilizzabili. Le immagini hanno esclusiva finalità di studio, ricerca e dibattito culturale e sono state appositamente realizzate per questa occasione.