Presentazione
In occasione del progetto UAOO – Upskilling degli Archivi d’Arte e operatori 4.0 – l’esposizione presenta una selezione di bollettini del Movimento Arte Concreta provenienti dal Fondo Luciano Caramel, conservato presso la Biblioteca di Milano dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il fondo custodisce un ricco patrimonio librario e documentario e testimonia l’attività critica e biografica di Caramel. In particolare, i materiali dedicati al MAC riflettono il suo interesse per le ricerche astratte e concrete del secondo Dopoguerra
I bollettini del Movimento Arte Concreta, pubblicati tra il 1950 e il 1954, rappresentano una testimonianza fondamentale per comprendere lo sviluppo dell’arte astratta in Italia nel secondo Dopoguerra. Nati come strumento di comunicazione e al tempo stesso di diffusione culturale sperimentale, questi piccoli fascicoli costituiscono un luogo privilegiato di elaborazione teorica, confronto critico e documentazione delle attività del gruppo. Attraverso articoli, manifesti, recensioni e presentazioni di mostre, i bollettini restituiscono con immediatezza il clima intellettuale in cui operavano gli artisti del MAC, tra cui Bruno Munari, Gillo Dorfles, Gianni Monnet e Atanasio Soldati.
Questa esposizione virtuale presenta un nucleo selezionato di bollettini provenienti dal Fondo Luciano Caramel, conservato presso la Biblioteca di Milano dell’Università Cattolica. Si tratta di un fondo di grande rilevanza, che non raccoglie soltanto un ricco patrimonio librario, ma comprende anche un articolato archivio di documenti capace di restituire in modo vivo e approfondito la figura del critico d’arte comasco.
I bollettini del Movimento Arte Concreta sono stati ritrovati nel fondo raccolti nella medesima busta, accompagnati da un foglio che presentava un indice scritto sul verso, insieme al catalogo Arte Astratta e Concreta in Italia del 1951 e l’opuscolo Arte Concreta 1949-1950. Questa modalità di conservazione lascia ipotizzare che tali documenti siano stati considerati come un insieme unitario, probabilmente in relazione a un progetto espositivo. Non è improbabile, infatti, che essi siano stati riuniti in occasione della mostra a Palazzo Reale Kandinsky e l’astrattismo in Italia, curata dallo stesso Caramel nel 2007.
Il legame tra Luciano Caramel e il Movimento Arte Concreta è particolarmente rilevante. Storico dell’arte attento alle vicende del Novecento, ha dedicato una parte importante dei suoi studi alla ricostruzione critica delle avanguardie e delle esperienze astratte e concrete in Italia. Il suo lavoro si è distinto per la capacità di restituire complessità e profondità a movimenti spesso marginalizzati o poco indagati, contribuendo in modo decisivo alla loro riscoperta e valorizzazione. La presenza dei bollettini nel suo fondo non è dunque casuale, ma riflette un interesse costante e consapevole verso questa specifica tendenza artistica che lo porterà ad essere uno dei grandi protagonisti della prima mostra sul Movimento Arte Concreta del 1984 al Museo MA*GA di Gallarate.
I nove bollettini qui presentati assumono un valore significativo non solo come oggetti editoriali, ma come fonti storiche primarie. Essi permettono infatti di ricostruire, attraverso le parole degli stessi protagonisti, le linee di sviluppo dell’arte concreta e il contesto culturale in cui essa si è affermata.
La consultazione di questi materiali consente di cogliere la vivacità e la complessità del dibattito artistico degli anni Cinquanta, offrendo uno sguardo ravvicinato su una stagione cruciale della modernità, in cui l’arte si confronta con le trasformazioni della società e con le nuove possibilità offerte dalla tecnica e dall’industria. In essi, infatti, emergono le principali questioni che animavano il dibattito artistico dell’epoca: il rapporto tra arte e spazio, il ruolo dei nuovi materiali, la funzione sociale dell’arte e la necessità di superare la figurazione tradizionale a favore di un linguaggio concreto, fondato su forma, colore e struttura.
Dal punto di vista del contenuto, i bollettini si configurano come pubblicazioni eterogenee e dinamiche: accanto a testi teorici e programmatici trovano spazio recensioni di mostre, interventi critici, presentazioni di artisti, citazioni e contributi internazionali, spesso in più lingue. Questa pluralità riflette la volontà del MAC di porsi come nodo attivo di un dibattito ampio e aperto, capace di mettere in relazione artisti, architetti, designer e critici. Anche l’impianto grafico contribuisce a definire l’identità di questi documenti. I bollettini presentano un aspetto essenziale, talvolta sperimentale, caratterizzato da un uso libero della tipografia, da impaginazioni non rigidamente strutturate e dalla presenza di immagini, riproduzioni e inserti visivi che dialogano con i testi. La veste editoriale, lontana da modelli tradizionali, riflette in modo coerente i principi dell’arte concreta: chiarezza, funzionalità e attenzione alla struttura visiva. In questo senso, i bollettini non sono soltanto veicoli di contenuti, ma oggetti progettati, nei quali forma grafica e pensiero teorico si intrecciano, offrendo un’ulteriore chiave di lettura dell’esperienza artistica del Movimento Arte Concreta.
La mostra è a cura di: Alessandra Milani, Laura Canella, Lidia Verdesca
Immagine di locandina: rielaborazione grafica con dettagli della copertina del bollettino n. 11
applicati su un'opera di Atanasio Soldati contenuta nel bollettino n. 4
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BIBLIOGRAFIA e SITOGRAFIA:
- MAC: Movimento arte concreta, 1948-1958 : Gallarate, Civica Galleria d’Arte Moderna, aprile-giugno 1984, a cura di L. Caramel, Electa, 1994.
- L. Caramel, Il MAC: Movimento arte concreta nella collezione della Banca commerciale italiana, Banca Commerciale Italiana, 1996.
- Kandinsky e l’astrattismo in Italia 1930-1950, a cura di L. Caramel, Mazzotta, 2007.
- G. Maffei, M.A.C., Movimento arte concreta: opera editoriale, Sylvestre Bonnard, 2004.
- MAC: Movimento arte concreta, 1948-1958 , a cura di L. Caramel, Galleria d’arte Niccoli, 1996.
- Museo ma*ga-astratto digitale.

